Cos’è il turismo sostenibile?

Ago 1, 2017 | Destination marketing

Cos’è il turismo sostenibile? Perché è diventato l’unico tipo di turismo ammesso in tutto il pianeta? Potrei sembrare esagerato, e forse è così, ma ti invito a leggere tutti i piani, tutti i comunicati stampa riguardanti lo sviluppo turistico di un qualsiasi angolo di pianeta per scoprire che il turismo sostenibile è il core della strategia turistica. Un po’ come la destagionalizzazione.

Ma non voglio essere (troppo) polemico, mi occupo di turismo e in particolare ho avuto modo di confrontarmi con il turismo sostenibile la maggior parte delle volte. Ti voglio raccontare invece cos’è il turismo sostenibile e perché si continua a confonderlo con altre tipologie di turismo. Ti voglio raccontare anche perché il turismo impatta sempre sull’area in cui viene praticato.

Cos’è il turismo sostenibile?

Il turismo sostenibile deriva in larga misura dalla definizione di sviluppo sostenibile degli anni ottanta con il famoso rapporto Brundtland, o altrimenti noto come Our Common Future, un documento rilasciato dalla WCED (Word Commission for Environment and Development) nel 1987.

“Sustainable development is development that meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs.”

Si nota subito che non si parla di ambiente e di turismo, ma vengono ricompresi in un concetto generale di sviluppo. Si dovrà aspettare il 1995 con la Carta di Lanzarote prodotta dalla UNWTO, per vedere nero su bianco la pietra miliare della sostenibilità turistica.

Il turismo sostenibile è quindi il turismo che permette di soddisfare il bisogno (di turismo appunto) senza compromettere la possibilità che le future generazioni possano usufruire delle stesse risorse. La Carta di Lanzarote descrive però il criterio della sostenibilità basato su tre pilastri fondamentali che ti illustro tra poco, e non solo sulla sostenibilità ambientale e la necessità di evitare gli impatti negativi sull’ambiente.

Chiariamo subito un punto: il turismo impatta sull’ambiente. Non esistono attività umane che sono esenti da impatti sull’ambiente, il turismo in quanto attività umana impatta sia sull’ambiente, sia sulla società e le popolazioni locali che in quell’ambiente ci abitano. Fattene una ragione.

Quando si parla di turismo sostenibile però avviene subito un’associazione di idee che ci fa pensare all’ambiente. Pensiamo subito ad un grande prato verde, al ruscello e al sole splendente. In realtà il concetto di turismo sostenibile è più vicino al concetto di sviluppo sostenibile che di “eco-turismo”. Quando sentirai parlare di turismo sostenibile chiediti sempre: parliamo di sostenibilità vera e propria o di eco-turismo?

Per il concetto di eco-turismo ci torno tra poco, ora mi interessa approfondire il vero significato di turismo sostenibile.

Il concetto di sostenibilità

Per capire cos’è il turismo sostenibile (e così lo sviluppo sostenibile) dobbiamo ricordarci che si articola, come dicevo, in tre pilastri fondamentali: sostenibilità economica, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale. L’incontro di questi tre pilastri dà origine al turismo sostenibile.

La sostenibilità economica

La sostenibilità economica è la più importante delle tre. Troppo influenzato dai miei studi? In realtà no. Sembra cinico ma in realtà se analizziamo qualsiasi attività di salvaguardia ambientale, necessita sempre di un investimento in risorse. La sostenibilità ambientale è possibile quando vengono spesi quattrini per la progettazione e il mantenimento di investimenti che non necessariamente devono dare luogo a ricavi monetari, sia chiaro.

La possibilità che una destinazione sia correttamente gestita è ancora una volta subordinata alla disponibilità di risorse finanziarie a copertura di tutto l’insieme di complessi meccanismi di coordinamento che sono necessari per evitare che aree territoriali siano coinvolte dallo spontaneismo incontrollato. L’assenza di investimenti nel destination management porta la maggior parte delle volte a urgenti azioni che tentano in maniera grossolana di mettere una pezza in situazioni critiche come la chiusura temporanea di spiagge con incomprensibili proposte di limitazioni varie, parcheggi a pagamento in aree non idonee (salvo poi restituire il maltolto con cause giudiziarie), e così via.

La mancanza di una gestione integrata della destinazione inoltre porta alla decadenza sul piano ambientale, sorge l’abusivismo, l’inquinamento delle aree destinate alla fruizione turistica e l’impossibilità di indirizzare le imprese nella creazione di un’offerta turistica che risulta così confusa e scarsamente competitiva.

La sostenibilità ambientale

La sostenibilità ambientale è l’altro pilastro, sicuramente per il turismo sostenibile la capacità di mantenere intatte le risorse ambientali è di primaria importanza. Da sardo penso subito alle coste dell’Isola, ma lo stesso discorso si applica alle aree montane, parchi naturali eccetera. Oltre alla questione etica, parlare di salvaguardia ambientale è diventata una necessità considerando che sempre più turisti sono sensibili alle tematiche ambientali e al ridotto impatto umano nel territorio. In occasione della giornata mondiale della Terra del 22 Aprile 2017, Booking.com ha pubblicato uno studio che rivela la propensione dei viaggiatori internazionali a scegliere strutture eco-sostenibili o che adottano pratiche volte alla tutela ambientale.

Secondo questa indagine condotta su 11 paesi diversi, il 65% dei visitatori ha espresso l’intenzione di soggiornare in una struttura “eco-friendly” e il 68% dichiara di essere disposto a scegliere una struttura se sa essere eco-compatibile, in particolare i turisti cinesi (93%), brasiliani (83%) e spagnoli (80%).
L’indagine dimostra inoltre che i visitatori sarebbero disposti a spendere di più per soggiornare in un hotel eco-sostenibile.

Se gestisci un hotel devi avere una sensibilità alta ai temi ambientali, sebbene non si tratti della soluzione definitiva in grado di aumentare il revenue della tua struttura, sappi che nel lungo periodo questa sensibilità paga, a patto di saperla comunicare!

La sostenibilità sociale

Terza, ma non meno importante, la sostenibilità sociale. Si tratta di mantenere un equilibrio con gli usi, costumi e qualità della vita delle popolazioni che si incontrano durante l’attività turistica. Il mondo occidentale ormai riesce a mitigare molto bene gli impatti di flussi turistici feroci. Devi pensare però alle popolazioni in cui il turismo è di tipo pionieristico, aree del pianeta a bassa antropizzazione, come alcune aree dell’Africa, Asia, Sud America. Le popolazioni locali sono molto vulnerabili all’influenza dei flussi turistici. Il turismo sostenibile (che in questo caso diviene anche responsabile) deve permettere di mantenere intatta e rispettare la popolazione locale e le loro vite.

La differenza tra turismo sostenibile ed eco-turismo.

L’eco-turismo viene spesso confuso con il turismo sostenibile. In realtà sono due concetti differenti. L’eco-turismo infatti fa riferimento ad una tipologia di turismo praticata in aree naturali incontaminate nel rispetto di stringenti vincoli ambientali. L’eco-turismo è sostenibile dal punto di vista ambientale ma non necessariamente rispetta la sostenibilità economica e quella sociale. Il turismo sostenibile, che a questo punto potremmo chiamarlo più correttamente “sviluppo turistico sostenibile” comprende l’eco-turismo come mezzo per usufruire di un’area territoriale secondo il pilastro della sostenibilità ambientale, può generare flussi finanziari ed economici positivi anche se molto ridotti e impatta in maniera minore rispetto ad altre forme di turismo dato che si parla di una nicchia parecchio circoscritta, ma non può considerarsi l’unica forma di turismo attuabile in una destinazione che vuole competere nel mercato turistico insieme a tutte le destinazioni mondiali.

Senza speranza?

L’attività turistica, come ti ho già detto all’inizio di questo articolo, impatta sempre negativamente sull’ambiente e sulle popolazioni locali. Siamo senza speranza? Abbiamo una via di scampo. Il turismo per poter essere considerato sostenibile deve trovare un equilibrio tra impatti negativi e salvaguardia ambientale. Un aumento di flussi turistici aumenta l’impatto negativo in un’area geografica ma, se opportunamente gestito, crea valore economico, benessere. Eventuali flussi monetari positivi possono essere investiti per la salvaguardia dell’ambiente in un circolo virtuoso, mitigando così gli impatti negativi. In maniera ancor più interessante (per la felicità dei destagionalizzanomani) le risorse possono essere utilizzate per creare un’offerta nei mesi generalmente “non turistici” al fine di diluire il carico antropico in tutto l’arco dell’anno. E di nuovo il circolo virtuoso.

Fantascienza? Solo turismo sostenibile.