Non puoi gestire se non puoi misurare

Mag 16, 2017 | Destination marketing | 0 commenti

Qualche giorno fa ho letto un interessante articolo intitolato “More measuring, less marketing” riguardo l’importanza di misurare i risultati in cui veniva riportata una frase di Salli Felton, Chief Executive di Travel Foundation:

“You can’t manage what you don’t measure.”

Ho voluto estendere un po’ questo argomento non solo agli impatti, economici e non del turismo, ma in generale all’importanza di misurare i risultati e di analizzare ed interpretare i dati ogni volta che vuoi portare avanti un progetto, un’iniziativa di promozione turistica o di una nuova destinazione. Credimi, sono attività che fanno la differenza tra successo e disastro.

Scrivendo questo breve post, mi sono ricordato di un recente film di Clint Eastwood “Sully” con Tom Hanks, che, secondo me, racchiude tutto il complesso discorso sull’importanza di misurare, conoscere e interpretare i dati per prendere le giuste decisioni. Non l’hai ancora visto? Molto male!

Racconta la storia, realmente accaduta, del comandante Sullenberger e del suo leggendario ammaraggio sul fiume Hudson a New York. <quasi spoiler> Le corrette decisioni del pilota sono state prese grazie alla serie di precisi dati forniti dalla strumentazione di bordo, dal suo co-pilota e dalla torre di controllo </quasi spoiler>. Immagina ora se il comandante fosse stato nella cabina solo, con due (esteticamente impeccabili) strumenti indicanti uno esclusivamente un’altitudine compresa in un intervallo molto approssimativo e l’altro una velocità “quasi bassa”. Immagina ancora una inutile torre di controllo comunicare in radio il messaggio “che bell’aereo visto da quaggiù!”. Che sarebbe successo? A te le conclusioni.

L’esempio ti sembra stupido? Eppure accade molto spesso che si prendano decisioni senza le adeguate informazioni, concentrandosi spesso più sulla presentazione che sul contenuto. Se ti guardi attorno noterai senz’altro che oggi siamo molto colpiti dalle innovative campagne di marketing non convenzionale. Capolavori della creatività, fenomeni virali che funzionano davvero e che ci fanno dire “l’avessi fatto io! Era così semplice…”. Spesso però ci dimentichiamo che sotto ogni attività accattivante (e virale) si cela un grande lavoro in termini di pianificazione strategica, analisi e soprattutto interpretazione dei dati, o almeno così dovrebbe essere. Sempre.

Le giuste informazioni estrapolate dall’interpretazione dei dati, permettono di sviluppare una buona strategia che è l’unica via per raggiungere degli obiettivi S.M.A.R.T.. Oggi però non ti parlerò di strategia, non è lo scopo di questo post e ci porterebbe fuori strada. Oggi mi interessa fare con te una riflessione sull’importanza di analizzare i dati e misurare i risultati nei progetti di sviluppo turistico.

Prendiamo le misure giuste

Lo sviluppo di una destinazione turistica non può, come spesso accade, basarsi esclusivamente sulla creazione di un nuovo bellissimo logo per la promozione turistica della località X. Questo non basta! Quali sono le risorse chiave che opportunamente sviluppate possono diventare attrazioni? Quali i punti di forza e di debolezza del territorio? Quali gli attori e il target? Può essere compreso solo attraverso una scrupolosa analisi e l’interpretazione di dati con informazioni sia qualitative che quantitative e attraverso tanto, tanto studio. L’immagine è il frutto di quest’analisi. In poche parole, devi prendere le misure della destinazione prima di confezionarle il vestito!

Conoscere esattamente quale mercato attaccare, quale target servire, quale attività sviluppare sono la base di partenza per qualsiasi strategia di sviluppo turistico, ancor di più se si parla di sviluppo turistico sostenibile. In questo caso infatti non è sufficiente misurare i risultati a consuntivo, ma occorre misurare gli impatti futuri che il progetto in essere avrà a livello sociale, economico e ambientale.

Spero che l’articolo sia uno spunto utile per te, ricorda, mai navigare a vista!

 

L’articolo citato “More measuring, less marketing” su TravelWeekly lo trovi qui